Alla leggerezza e alla trasparenza, valori dell’architettura contemporanea, i suoi progetti contrappongono i valori della permanenza, delle cose che durano nel tempo, che sanno invecchiare, che saranno trasmesse alle generazioni future perchè manterranno inalterati i propri valori culturali e materiali.
Si rivolgono a lui, oltre alla clientela incline al gusto classico-tradizionale, privati e aziende e pubbliche amministrazioni con il desiderio di riconoscere la propria identità culturale negli edifici che vanno ad aseguire; spesso gli accade di ristrutturare edifici moderni in tradizionali e di eseguire controprogetti “tradizionali” da confrontare con soluzioni “moderniste” insoddisfacenti.
Nato nel 1965 a Venezia, si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano e ha svolto attività didattica in collaborazione con l'Università di Parma. Ha ricevuto il secondo premio al concorso internazionale “Marsham Street” Urban Design Competition, Londra (1996); ha organizzato “Le forme della tradizione”, Parma (2004), convegno con atti pubblicati da Franco Angeli; ha esposto alla Biennale di Venezia (2006) 10° Mostra Internazionale di Architettura nella Mostra Città di Pietra con un progetto su Punta Perotti a Bari.
Nel 2008 ha vinto il Palladio Award a Boston, premio internazionale per l'architettura classica e tradizionale.
Nel 2010 ha vinto a Washington D.C. il secondo premio "A Living Presence" sull'Architettura Sacra dalla Catholic University of America per un progetto in Vaticano
Il suo lavoro è stato pubblicato su varie riviste di settore nazionali ed internazionali, e sul web; tra i suoi scritti spicca, oltre a quelli dedicati all'Architettura Tradizionale, “L'Arte del Prosciutto”, un libro edito da Mattioli 1885 che sconfina nella storia dell'arte e della gastronomia.
E' appassionato, scrive e colleziona tappeti orientali soprattutto classici-anatolici che espone in “Ushak-Atelier di meraviglie” accanto al suo studio.
Parafrasando una frase di S.Agostino, il suo sito www.andreapacciani.com, nel quale viene descritta la sua attività professionale, si apre con il motto IN INTERIORE HOMINE HABITAT TRADITIO.